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sabato 9 maggio 2020

Covid.. ormai non si canta d'altro...

Un cane abbaia in lontananza.
Lui, che a differenza mia, ancora può andare dove vuole.

Le novità del momento
Uomini italiani


12) Fasma - Tommy Voto: 3. (Secondo molti la vera rivelazione fra le Nuove Proposte dell'ultimo Sanremo. Eppure io, che mi ero ritrovato in qualche modo incantato dal suo brano sanremese, mi ritrovo qui a trovarlo urlante, fastidioso e immotivatamente sopravvalutato. -E penso che il cielo sia bello, ma il resto fa schifo..-)


11) Marco Ferradini - Lombardia Voto: 4,5. (Beh dai cazzo, è proprio vero che con il covid sono tornati tutti. Forse della serie che le disgrazie non vengono mai da sole. Così, nell'invano tentativo di rimpolpare i diritti siae, cent'anni dopo Teorema, ecco un nuovo pezzo anche per lui. Sentito e già dimenticato. -Petali di rosa sotto cieli grigi.. e questa è Lombarida- Boh.)


10) Frah Quintale - Buio di giorno Voto: 5-. (Ma la voce in falsetto? Ma perché? Comunque ogni volta che lo sento penso a quanto sia importante spesso essere al posto giusto nel momento giusto. E lui ha solo anticipando i tempi.. esattamente come un'eiaculazione precoce qualsiasi.)


9) Ghemon - Champagne Voto: 5-. (Non molla. Praticamente un pezzo al mese. Per un altro pezzo dimenticabile, ben più dei precedenti- -Non so perché subisco il tuo fascino, ero solo un errore, con il suo strascico-)


8) Biagio Antonacci - Per farti felice Voto: 5-. (Non so, ho un forte problema ad apprezzare davvero le sue canzoni. Qui di nuovo in un maldestro tentativo di creare pure un ritmo anche piuttosto estivo. Nel dubbio, lo lascio ballare a culo col mondo e mi ascolto altro.)

7) Alex Britti - Una parola differente Voto: 5-. (Va detto che pure lui è invecchiato male, a modo suo. Ricordo i pezzi promettenti dei suoi esordi e poi, salvo un paio di capolavori, se ne esce con brani così. Ma perchè?? -Se inseguire un sogno è così bello, figurati la realtà..-)


6) Ghali - Cacao Voto: 5. (Tanto amo il suo ultimo pezzo, Good Times, tanto fatico a reggere questo. Trap, troppo trap, anche per l'unico trap che sa scrivere pezzi che hanno senso. Lo stiamo perdendo. LIBERA.)



5) Luca Barbarossa - Non è inutile Voto: 5,5. (Un altro pezzo per una raccolta fondi, a sto giro tocca allo Spallanzani. Ma va detto che un buon proposito non fa necessariamente un bel pezzo. Un grande artista lui, che non ha certo più bisogno di dimostrare nulla. Ma il brano non funziona quanto avrebbe potuto.)

4) Ermal Meta - Finirà bene Voto: 6-. (Una sferzata di ottimismo in bocca ad Ermal. Il tutto per un pezzo anche piuttosto radiofonico e a tema covid,. giusto che  ormai evidente che "non si canta d'altro"... -Le cicatrici sono le cerniere del passato ma non ti preoccupare, finirà bene.-)

3) Enrico Ruggeri - Una storia da cantare Voto: 6. (Non ho mai capito come mi rapporti a lui. Una voce e un pezzo di storia della musica, ma non saprei cantare interamente un pezzo suo. Però funziona praticamente sempre, anche con questo brano che è nato per il suo programma tv. Ma suona gradevole, e questa  è una certezza. -Un'emozione che guarda dall'altro promesse ed inganni, ci prenderà.. e racconterà... una storia da cantare.-)


2) Alessandro Cattelan - Ce la faremo Voto: 6,5. (Seriamente, io lo amo! Complici i divertentissimi Street Clerks ecco un pezzo ironico che però finisce per essere dannatamente più cantabile dei cantanti veri... con una sottile frecciatina anche allo stile Tommaso Paradiso. Per me ha già vinto tutto. -Mia madre si fa bella per le dirette di Conte, ma quando mi video chiama si vede solo la fronte. E non si gioca più la domenica, e palleggiamo con la carta igienica.-)


1) Checco Zalone - L'immunità di gregge Voto: 7-. (Da morir dal ridere. Sorprende che funziona più del previsto, pur non avendolo mai apprezzato. Una canzone che richiama i grandi artisti del passato, da Modugno a De Andrè. Con un divertente cameo della Raffaele. Forse lo amo, improvvisamente.. -Arriverà, l'immunità di gregge, sui monti e sulle spiagge la pecora più bbeeellla sarai tu. Amore mio, tu dimmi solo dove, ti porto un diciannove, che covid non è..-)

sabato 5 maggio 2018

A cosa serve la batteria se in questa testa c'è casino sempre?

Non sempre le carrellate di quantità sono sinonimo di qualità, soprattutto quando uno realizza la direzione che sta prendendo la musica italiana. Ed è allora che quasi si finisce per rimpiangere Gigi D'Alessio. E ho detto tutto.

Le novità del momento
Artisti italiani


12) Gionnyscandal - Il posto più bello Voto: 5. (A volte era almeno un filo più originale.. qui decisamente non lo è per nulla. Ma perchè provarci se ai bimbiminkia piacciono così? Quasi imbarazzante.. -e perdere il volo per un secondo, tanto il posto più bello del mondo lo conosco e siamo noi..-)


11) Entics - Cover Voto: 5,5. (Boh loro ci credono anche quando fanno sti pezzi.. ma io davvero non ce la posso fare. Con tutti i buoni propositi del mondo... -Sul mio cuore c'è una cover e c'è scritto su il tuo nome. E il nostro amore è come una magia e siamo noi la nostra terapia. Il tuo bacio è come un rock e il tuo corpo è come un swing. -) 




10) Jeffey Jey - Lega Voto: 5,5. (Possiamo anche criticare quanto ci pare ma la loro Blue degli Eiffel 65 resta fra le canzoni italiane più vendute al mondo. E il resto non conta. Per il resto che vi posso dire? Il brano sembra un brano degli 883 in versione remix. Con un testo impegnatissimo fra l'altro. Ma perchè???)


9) Francesco Gabbani - Selfie del selfie Voto: 5,5. (Forse è impazzito, ma si perdona solo perchè non è una vera canzone ma più un omaggio per i fan. Una canzoncina così, scritta senza impegno, giusto per non farsi dimenticare del tutto. Sicuramente non ai livelli dei brani divertenti a cui ci ha abituati, ma ci sta che qualche volta voglia anche solo divertirsi.. Che poi, scusate se lo dico, ma suona tanto Subsonica..  -Selfie dei selfi ci sono gli elfi..condividiamo che il tempo vola...- ) 


8) Piotta ft. Daniele Coccia Paifelman - Domani è un altro giorno Voto: 6. (Beh per chi conosce altri brani del Piotta direi che non ci sono davvero molte novità, se non un forzato tentativo di copiare un Caparezza o un Mannarino di turno. Non male comunque, per quello che fu lui in origine. -Medico che merito non colma lo scarto se l'un per cento ha già tutto dal giorno del parto...  Oro e monnezza fra le sue braccia, la doppia faccia di questa città...e paradisi instagrammati in un click...  Ma passerà anche questa, domani è un altro giorno e chi vivrà vedrà...-) 

7) Luca Carboni - Una grande festa  Voto: 6+. (Praticamente un brano per l'estate. Non so come ci riesca ma ha sempre una leggerezza ed una freschezza che resistono al tempo ed alla primavera. -Ma come è bella la vita, e la tua faccia alla sei di mattina.. e c'è una voglia di agosto che mi brucia nel petto.. ma che te lo dico a fare? Vieni qua su... -) 



6) Luca Barbarossa - La dieta Voto: 6+. (La dieta, immagine di una vita senza amore. Ormai ci ha preso gusto a cantare in romano, e dopo Sanremo eccolo anche in questo pezzo.. un vero cantastorie d'altri tempi.. forse non genere mio, ma qualcosa di buono mi sa che c'è.. e non credo sia solo la pasta.. -chissà come se fa.. far la dieta è come non ama'...amore mio lo so non so' perfetto: non viene sempre al dente lo spaghetto... me scocio se ripenso al primo bacio.. me sento un tonnarello senza cacio.. ma come si fa? A non scottare il cor a non ama?-) 


5) Red Canzian - L'impossibile Voto: 6,5. (Perchè, si sa, i Pooh si sono sciolti ma lui non molla niente. E dopo avere dimostrato a Sanremo di essere più "giovane" di altri veri giovani, musicalmente parlando, ancora una volta pare riuscire a restare a testa alta. Un brano di musica leggera italiana, che pare molto alla Morandi. -Noi possiamo l'impossibile perchè ho le gambe che mi vanno sempre ovunque vai. Dai, chi vuole può e chi non vuole muore, dubbi non ne ho...-) 


4) Ermal Meta - Dall'alba al tramonto Voto: 6,5. (In attesa di calcare il palco dell'Eurovision, ormai dietro l'angolo, Ermal ci prova con un pezzo decisamente diverso dal suo solito. Abbandonato l'eccesso di sentimentalismo eccolo finalmente con un brano ritmato, pronto per l'estate in arrivo. -Dicono che ti ama spesso ha una carezza chiusa in una mano ed un pugno pronto nella tasca. Dicono che tutti i cuoi vanno assieme a tempo e quando non si cercano si trovano lo stesso. E io ti chiamo amore in una lingua straniera e tu mi capisci perchè non serve traduzione. Guarda l'alba che c'è, puntuale al secondo, e tu guardami come se fosse l'ultimo giorno..-)


3) Cosmo - Quando ho incontrato te Voto: 6,5. (Giuro che sono letteralmente morto quando ho visto il video di lui ad un suo concerto che si lancia sulla folla e la folla si sposta. Rockstar mancata, quantomeno si è dimostrato fra le cose più fresche dell'ultimo periodo. Un brano che come gli altri suoi fugge via da solo, con un ritornello che non posso che amare. -Passerà, come passa un sabato.. e adesso guardo dentro di me e non lo so, quanto è borghese tutto questo.. e ciò che è sepolto in me torna su, speriamo che spunti fuori qualche bel ricordo..-)

2) Raige - Tutto ok Voto: 7-. (Temevo che non sarebbe più riuscito a fare un piccolo capolavoro come fu Whisky. E niente, nel mio ipod c'è già spazio anche per lui... -E siamo solo i figli di una generazione senza valori, con la paura di sembrare i nostri genitori, che stanno seduti sul divano con la paura di dirsi ti amo. E Torino è tutta grigia: colpa della fiat.. ma se tu sei tutta grigia la colpa è solo mia! Ti sento all'altezza del cuore, nel lato sinistro del letto.. quando parlo di noi che visto da fuori è perfetto.. è perfetto se ti sento e faccio finta che sia tutto ok...-) 


1) Mahmood - Uramaki Voto: 7. (Inspiegabilmente non apprezzato quanto merita alla sua edizione di X Factor. Altrettanto incompreso anche al suo Sanremo dove non ha funzionato quanto avrebbe potuto. Ma lui non molla e dimostra di essere sicuramente credibile e promettente, anche se molto in stile Madh. -A cosa serve la filosofia se ci scriviamo messaggi porno ancora prima del buongiorno? Potevamo amarci in un parcheggio quando mi hai augurato il peggio.. ridammi la poesia, finisco l'uramaki e me ne vado mia...-)

sabato 10 febbraio 2018

Sanremo 2018 - Il "peggio"

E niente, mi tocca. Non tutte le ciambelle escono col buco.
Ma talvolta sarebbe sufficiente che fossero commestibili.
Ma anche questo talvolta è chiedere troppo...

Sanremo 2018
Flop

20) Riccardo Fogli & Roby Facchinetti - Il segreto del tempo Voto: 3. (E niente, hanno sperato in un rilancio, forti dello zoccolo duro dei fan dei Pooh, ma presentarsi su un palco così con un brano brutto era un'impresa ardua. Eppure loro ce l'hanno fatta. Inascoltabili. E nemmeno la presenza di Giusy nella serata dei duetti, spaesata e quasi di passaggio, piazzata in mezzo a loro che cercavano di urlare e sovrastarsi l'un l'altro. Ok che sono nomi noti, ma perchè, mi chiedo. Perchè?)

19) Mario Biondi - Rivederti Voto: 4. (Non mi è chiaro se sia proprio l'italiano a non funzionare, o proprio il brano ad essere di una pesantezza immane. Quasi più soporifero di una ninna nanna. Uno in radio ha fatto notare che la presenza della parola "prisma" nel brano, sia un palese riciclo di una canzone che in origine era "Christmas". Ma nemmeno sotto Natale avrei retto un brano così. Palloso. E a me lui in genere piace pure.) 


18) Elio e le Storie Tese - Arrivedorci Voto: 5. (No si erano sciolti? Già. riuniti giusto per tentare di salutare i loro fan. Giusto quelli. Perchè non c'è altro possibile senso a questo brano. Meno riuscito del loro solito, meno divertente, meno sensato. Giusto un addio. Ma non avevano bisogno di Sanremo per farlo. Con gli Stato Sociale che hanno di gran lunga preso il ruolo che fu loro in un sacco di sanremi fa...)


17) Enzo Avitabile & Peppe Servillo - Il coraggio di ogni giorno Voto: 5,5. (Indubbiamente apprezzati perchè hanno Napoli dalla loro. A volte uno acquista una notorietà ed un rispetto tali per cui puoi cantare qualsiasi cosa che tanto piacerai. E' questo il caso. Un brano che si fa carico di accoglienza, patriottismo, ntegrazione e rivincita. Indubbiamente di classe, forse troppa per me. Troppissima direi. -Questa è la mia storia, anni come pietre, che scorrono veloci nel mio sangue rapido, terra scura e fertile. Sposa e sorella, coprimi di nuvole e trapunte di sogni.-)

16) Ron - Almeno pensami Voto: 6-. (Candidato alla vittoria finale, solo perchè porta la firma di Lucio Dalla. Ma se lui stesso la ha scartata più volte fino a non editarla mai, forse un motivo ci sarà. Apprezzabile l'idea di riportare alla luce un brano di uno dei più grandi, ma forse Ron non è la voce giusta per farlo. Lui che ha pure rinnegato il loro amore. Forse un filo meglio in bocca ad Alice, ma non abbastanza neanche così. Sopravvalutato. -Ma come si fa a tenere in mano un cuore, se ho le mani sporche di carbone? Ma almeno pensami, senza pensarci pensami, se vai lontano scrivimi, anche senza mani, scrivimi..-)

15) Renzo Rubino - Custodire Voto: 6-. (A me lui non dispiace, e anche in passato ha regalato brani piacevoli. Ma ormai sembra non avere una vita oltre Sanremo, e a sto gira rischia di non averla nemmeno lì. Da molti trovato la presenza inutile dell'anno, sballottato da una serata all'altra a coprire il buco del rischio squalifica di Meta/Moro. E pure per il duetto si è preso un'attrice che.. magari anche no. Il video però sa un pò di fiaba. -Come abbiamo fatto ad essere qui, pronti ad azzuffarci, se prima era una corsa per amarci? Non fare così, abbracciami dai, arrabbiati poi... troppo giovani per invecchiare insieme..-)

14) Luca Barbarossa - Passame er sale Voto: 6-. (La retrospettiva di un amore che è resistito al tempo. Quasi un tentativo disperato di riabilitare il valore della famiglia in un mondo che si è aperto a nuove forme d'amore. Un brano in romano che ritrova una leggerezza che non fa mai male. Comunque dolce. -Passame er vino, lo mischio col sangue. Passame er vino, je metto le gambe. Se semo presi, lasciati, pentiti e aritrovati. Pe' ogni fijo amato e cresciuto ne avemo fatte de notti, ma mo' li vedi anna' in giro coi nostri occhi. E se mi chiedi l'amore cos'è, io non c'ho le parole che c'hanno i poeti. Non è roba pe' me.-)

domenica 25 novembre 2012

Il vantaggio di avere coscienza di quello che sei..

Non ho retto. La radio è partita a trasmettere la Pausini e io ho sconfitto l'inerzia. Alzandomi dalla sedia per andare a spegnere e porre fine a quel tremendo martirio! Ma perchè la musica italiana deve essersi ridotta così? Ancora me lo chiedo. Soprattutto quando scopro che, fino a nemmeno troppi anni fa, suonava così..
 
Le novità del momento
Speciale Gaber 2012

12) Mango – Verso il terzo millennio

E tu mi vieni a dire/ che l'uomo muore/ lontano dalla vita/ lontano dal dolore/e in questa quasi indifferenza/ non è più capace/ di ritrovare il suo pianeta […] E sento che hai ragione se mi vieni a dire/ che anche i più normali/ in mezzo ad una folla/ diventano bestiali/ e questa specie di calma/ del nostro mondo civile/ è solo un'apparenza/ solo un velo sottile.E' talmente tanto tempo che non sentivo la sua voce che potevo anche tranquillamente credere alla voce che si fosse estinto. Per il resto ennesimo pezzo impegnato di Gaber. Ed ennesima interpretazione intensa e addolorata. Ma forse decisamente troppo. Perché qui Mango sembra più concentrato nella riuscita vocale che in quello che realmente sta cantando. E nessuno mi farà credere il contrario.
Voto: 1.
11) Max Pezzali – Il comportamento

E se mi viene bene/ se la parte mi funziona/ allora mi sembra di essere una persona.[…] Mio nonno si è scelto una parte/ che non cambia in ogni momento/ voglio dire che c'ha un solo comportamento./ Io invece ho sempre bisogno/ di una nuova definizione/ del resto lo fanno tutti/ è una tacita convenzione./ Se un giorno noi cercassimo/ chi siamo veramente/ ho il sospetto/ che non troveremmo niente.
Il pensiero di Pirandello riscritto da Gaber. Testo curioso che però finisce per non trovare giustizia nell’interpretazione troppo bassa di Max. Che finisce per non potersi esprimere quanto vorrebbe, o forse solo che è perfetto coi pezzi suoi e lo è decisamente meno nell’interpretare quelli altrui. Ahimè.
Voto: 3.

10) Baustelle - Latte 70

E dài non piangere/ e non piangere./ Amore/ non hai finito neanche di mangiare/ dài mangia qualcosa per favore/ che dopo facciamo l'amore.L’inizio sembra rubato ai Bluvertigo, ma è un attimo che finiscono per sfociare nello stile Afterhours, che è poi quello più classico degli “storici” Baustelle. Ad un certo punto finiscono pure per recitare quasi, manco fossero il Filippo Timi di turno. Uno dei pezzi meno riusciti di Gaber, se mi è concesso crederlo, rivestito per l’occasione da uno dei più apprezzati gruppi di nicchia italiani. Ma boh. Non mi esaltano.
Voto: 4,5. …

9) Cristiano De André – Buttare lì qualcosa

Ho visto tanti giovani lottare/ di fronte alla violenza del potere./ Ho visto tanti giovani impegnati/ militare nei partiti/ con la loro ideologia./ Ma non ho visto mai nessuno/ buttare lì qualcosa e andare via.Un penso intenso e politicamente impegnato, come nel più classico dei Gaber. Eppure pare che non basti. Perché De Andrè Jr. ce la mette tutta ad essere all’altezza del suo illustre predecessore ma a mio sindacabilissimo parere, beh, non ci riesce per nulla. Totalmente freddo, totalmente assente, totalmente impersonale. Giacché non basta una chitarra per essere un cantante. E non basta certo un cognome. Bel pezzo, ma reso senza il brivido che meriterebbe.
Voto: 5.
8) Renzo Arbore – Non arrossire 

Non arrossire/ quando ti guardo/ ma ferma il tuo cuore/ che trema per me/ non aver paura/ di darmi un bacio/ ma stammi vicino/ e scaccia i timorCorreva l’anno 1960. Roba che sono passati più di 50 anni. Il testo è di una banalità inaudita, e sicuramente qui Gaber aveva ancora tutto il meglio da scrivere e dimostrare. E mi sa che non è mai stato così ermetico in vita sua. Arbore finisce per risultate un performer perfetto per l’occasione. Di più in ogni caso non poteva fare.
Voto: 6-.
7) Gianna Nannini – L’attesa
No, non muovetevi/ c'è un’aria stranamente tesa/ c'è un gran bisogno di silenzio/ siamo come in attesa.[…] L'attesa è una suspense elementare/ è un antico idioma che non sai decifrare/ è un'irrequietezza misteriosa e anonima/ è una curiosità dell’anima.
Qui Gaber palesa, più che in altri pezzi, la sua formazione teatrale. Perché , se notate, non c’è un verso uno che sia cantata. E’ tutto solo recitato. E Gianna riesce ad essere intensa come solo lei sa essere. Col rischio che a te non resta che restare totalmente muto. In ascolto. In attesa.
Voto: 7.
6) Luca Barbarossa – I cani sciolti
Da soli non si può far niente,/ non è che io non dia valore all'individuo,/ ma credo che un momento collettivo/ sia un bisogno dell'uomo per sentirsi vivo; […] Da soli non si può far niente/ bisogna tentare una qualche aggregazione,/ la sento come l'unica salvezza,/ un'unione che dia una sicurezza;/ ci dobbiamo ritrovare per non essere travolti/ e non si può contare/ sui cani sciolti.
Più che Barbarossa finisce per sembrare Bennato. Ed è un attimo, finito il pezzo, ritrovarti ad intonare “Seconda stella a destra questo è il cammino”. Eppure il pezzo fila via dolce seguendo la musicalità delle rime e delle parole. Un’interpretazione che riesce ad appoggiarsi alla perfezione sul senso del pezzo. Perché Gaber finisce che è perfetto in bocca a chiunque.
Voto: 7.
 
5) Roberto Vecchioni – La ballata del Cerutti
Una notte in una strada scura/ occhio c'e' una lambretta/ fingendo di non aver paura/ il Cerutti monta in fretta/ ma che rogna nera quella sera/ qualcuno vede e chiama/ veloce arriva la pantera/ e lo vede la madama..
Una ballata deliziosa che nel tempo è inspiegabilmente diventato uno dei brani più noti di Gaber stesso. Io lo ricordo giusto per le citazioni targate Articolo 31. Qui ad ogni modo ad interpretarlo ci pensa un altro maestro di parole e poesie, tale Vecchioni. Indubbiamente perfetto per il pezzo. Anche se, evidentemente, ci mette un gran poco del suo..
Voto: 7.



4) Gian Piero Allosio – La strana famiglia

Vi presento la mia famiglia/ non si trucca, non si imbroglia/ è la più disgraziata d'Italia,/ anche se soffriamo molto/ noi facciamo un buon ascolto/ siamo quelli con l'audience più alto./ Il bel paese sorridente/ dove si specula allegramente/ sulle disgrazie della gente./ Come ti chiami, da dove chiami,/ stiam diventando tutti scemi,/ pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni…
Ironico più che mai, Gaber alle prese con il mondo assurdo della televisione. E per assurdo la metà dei programmi sono tuttora in onda, perché il tempo passa ma noi siamo sempre poi gli stessi. Ecco, poi ho scoperto di essere “coglione” pure io, come citava Gaber stesso nel pezzo, perché pare che il testo è stato effettivamente “riadattato” da D’Allosio stesso. Un ammodernamento che funziona alla perfezione. Canzone allegra che spezza un po’ il filone di riflessione a cui Giorgio ci ha abituato. Ma resta un dubbio. Ma sto D’Allosio chi sarebbe poi?! Vabbè..
Voto: 7+.

3) Articolo 31 – Io non mi sento italiano

Mi scusi Presidente/ non è per colpa mia/ ma questa nostra Patria/ non so che cosa sia. […] Mi scusi Presidente/ dovete convenire/ che i limiti che abbiamo/ ce li dobbiamo dire./ Ma a parte il disfattismo/ noi siamo quel che siamo/ e abbiamo anche un passato/ che non dimentichiamo. […] Io non mi sento italiano/ ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Uno dei più acclarati inni all’Italia, e agli italiani. Scevro di ogni sorta di buonismo e falso patriottismo. Un’ammissione di colpa che permette di però di riconoscere i nostri limiti più palesi, dimostrando che possiamo essere ciò che siamo in nome di una Storia, sia pure fatta di errori e inaccortezze. Questa poi era la fase “scanzonata” di J Ax, Quando ancora era articolo 31, avanguardista hip-hop, radio, baccano, delirio e casino. Però già allora con un indiscusso gusto musicale, se già allora scelse di fare una cover di Gaber. E indubbio che riuscì, scegliendo il pezzo più nelle sue corde. Scegliendo un brano che esprimeva alla perfezione ciò che Gaber voleva dire, capovolgendolo, ma tenendolo uguale, dimostrando che poi valeva tutto lo stesso anche per J Ax, nonostante fosse della generazione dopo…
Voto: 7,5.
2) Daniele Silvestri – Il signor G. nasce
Quanti fiori colorati, sono nato in una serra./ Quanti volti emozionati, quanta gente che mi afferra./ Che fortuna! Ho tanti amici/ e son qui tutti felici:/ tra sorrisi e complimenti prendo i primi sacramenti./ […] E comincia coi commenti/ la sfilata dei parenti;/ ma io proprio non capisco perché son così contenti.
Un brano leggero e autobiografico che porta il marchio Gaber in ogni nota. Silvestri riesce a renderlo alla perfezione, rispettando ritmi, silenzi e intonazioni. A tratti finisce per ricordare Alex Britti, o come sempre sarà più Britti a ricordare Gaber.. Cover perfetta. Ma Silvestri è Silvestri. Ecchecazzo!
Voto: 8-.
 
1) Eugenio Finardi - I reduci

E allora è venuta la voglia di rompere tutto/ le nostre famiglie, gli armadi, le chiese, i notai/ i banchi di scuola, i parenti, le "centoventotto"/ trasformare in coraggio la rabbia che è dentro di noi. […]E allora ti torna la voglia di fare un'azione/ ma ti sfugge di mano e si invischia ogni gesto che fai/ la sola certezza che resta è la tua confusione,/ il vantaggio di avere coscienza di quello che sei/ ma il fatto di avere la coscienza che sei nella merda più totale/ è l'unica sostanziale differenza/ da un borghese normale.
Una voce inconfondibile per un’altra poesia targata Signor G. Un  ritmo coccolante per un brano un po’ rinunciatario e un po’ promotore di rivoluzione. Egregiamente cantato da un sottovalutatissimo maestro quale è Finardi. Risultato ineccepibile.
Voto: 8,5.